La TRADIZIONE della SICUREZZA ... 
           
     
       
 

ESTINTORI: estintori portatili, estintori carrellati ed estintori a schiuma


 
 
 
Si dà per certo che la storia del fuoco sia ben più lunga di quella dell'uomo. Quest'ultimo, nel farne la scoperta, ha subito compreso che con il fuoco era meglio non giocarci troppo: il fuoco è spettacolare, ma distruttore; il fuoco emana calore, ma quanto calore?; il fuoco, se 'incatenato' è ubbidiente, ma a volte ri ribella, diventa cattivo e incontrollabile.

Gli uomini antichi non conoscevano alcuni degli strumenti coi quali, ai tempi nostri, è possibile dominare la potenza del fuoco: gli estintori. A dirla tutta, neanche nel medio evo si disponeva degli estintori: si usavano contenitori, come ad esempio i secchi in legno, per trasportare l'acqua; ma se il fuoco si mostrava in tutta la sua aggressività, l'unica vittoria possibile era la fuga dal luogo dell'incendio. Più avanti nella storia, con l'uso dei carri trainati dai cavalli, si iniziò a sperimentare come risolvere il trasporto dell'acqua verso il logo dell'incendio. Poi arrivarono le pompe a mano: piccoli estintori portatili nati per lanciare acqua a distanza, ma che ebbero scarsissimo successo. Si era ben lontani dalla capacità degli estintori moderni. Quando poi, dall'invenzione del motore a scoppio, si pensò a motorizzare il trasporto, ecco che i “pompieri a cavallo” cominciarono ad assomigliare a quelli di oggi: una chiamata d'emergenza e una squadra antincendio che a sirene spiegate si precipita nel luogo dell'incendio per affrontare una forza amica impazzita: il fuoco. E quando i pompieri non ci sono? Oppure: se l'incendio è modesto per cui è sufficiente domarlo senza l'intervento dei vigili del fuoco? Se il fuoco aggredisce sostanze speciali e bisogna fare molto presto? Spesso, attendere l'arrivo dei soccorsi, è già troppo tardi!

Ecco che nacquero gli estintori, contenitori di estinguenti capaci di resistere a pressioni fortissime per effetto di gas compressi, tanto da consentire il lancio di un estinguente anche a distanza: si tratta di serbatoi leggeri in acciaio inossidabile, dal design gradevole e perfettamente integrabili in qualsiasi ambiente di lavoro ed anche in casa. Oggi sono disponibili molti tipi di estintori, ma ciò che più conta è cosa contengono: anche gli estinguenti contenuti dagli estintori sono di tanti tipi: è importante sapere che il fuoco, a seconda di cosa aggredisce, occorre allestire una difesa adeguata: gli estintori con estinguenti specifici, per una difesa perfetta.

ESTINTORI PROTEGGI

Gli estintori PROTEGGI sono così composti:
- Il serbatoio (o più di uno) di colore rosso, con maniglia, sicura e manometro, contenente l'agente estinguente e/o il propellente.
- La valvola che misura e/o regola l'erogazione dell'agente estinguente.
- La manichetta per dirigere il flusso dell'agente estinguente verso il punto desiderato.
- L'agente estinguente per affrontare il fuoco.
- Il propellente, utile all'espulsione dell'agente estinguente.
 

CLASSIFICAZIONE DEGLI ESTINTORI PROTEGGI

Gli estintori PROTEGGI sono così classificati:
- Per agente estinguente.
- Per la carica dell'agente estinguente.
- Per sistema di propulsione;
- Per trasportabilità;
- Per come vengono impiegati.

Gli estintori si distinguono per l'agente estinguente contenuto nei serbatoi: a seconda per cosa vengono impiegati, gli agenti estinguenti si dividono per soffocamento, reazione chimica e raffreddamento. Concretamente, si possono verificare azioni combinate di agenti estinguenti.

- agenti per soffocamento sono, ad esempio, l'azoto e l'anidride carbonica, il cloruro di sodio, gli schiumogeni, i filmanti: essi servono per creare una separazione tra il materiale combustibile e il comburente, impedendo all'ossigeno di interagire.
- agenti per raffreddamento sono, ad esempio, l'acqua per eccellenza, ma anche la neve di anidride carbonica (ghiaccio secco): essi hanno lo scopo di abbattere la temperatura del combustibile.
- agenti per reazione chimica sono, ad esempio, gli idrocarburi alogenati (halon) e le plveri chimiche, i quali avrebbero, se usati, lo scopo di agire chimicamente sul combustibile e sul comburente per neutralizzarli, ma sono nocivi e fuori commercio a causa del danno ecologico che procurerebbero.

GLI AGENTI ESTINGUENTI

L'acqua, agente per raffreddamento, se vaporizza cambia stato e diviene vapore, quindi capace di trasformarsi in agente soffocante, condizione utilizzata dagli estintori a nebbia, i quali spruzzano gocce sottilissime che rilasciano vapore acqueo. L'acqua però è inadatta ale temperature sotto zero gradi e di fronte a idrocarburi leggeri infiammabili, i quali galleggerebbero.

L'anidride carbonica, agente per soffocamento, è conservata allo stato liquido sotto pressione: quando si espande dagli estintori diviene neve di anidride carbonica o ghiaccio secco a decine di gradi Celsius sotto zero; questo gas inerte più pesante dell'aria, sciogliendosi, fa scendere la temperatura dell'ambiente, creando uno strato di anidride carbonica che impedisce all'ossigeno di esercitare la sua azione comburente. Per ovvi motivi questa soluzione è inadatta per luoghi chiusi.

Le soluzioni filmanti, sono un prodigioso connubio tra la capacità dell'acqua quale agente per raffreddamento e soluzioni acquose di ritrovati AFFF, acronimo che sta per AQUEOUS FILM FORMING FOAM. Le soluzioni filmanti sono l'ideale per combattere incendi di depositi di carta, legno, magazzini tessili, ma specialmente per spegnere idrocarburi; non sono invece idonee per ambienti ove risiedono apparecchiature elettriche e informatiche.

Gli schiumogeni, sono soluzioni acquose molto impiegate nello spegnimento di idrocarburi; ma alcuni schiumogeni possono essere usati anche in ambienti chiusi, in quanto la soluzione è composta da bolle grandi che permettono la respirabilità. L'impiego degli schiumogeni avviene da grandi installazioni fisse e mezzi mobili (vigili del fuoco o in aeroporti o stazioni navali civili e militari, etc): gli estintori si mostrano inefficaci e insufficienti. E' evidente che queste soluzioni sono dannose per le apparecchiature informatiche ed elettriche.

Le polveri chimiche, sono agenti estinguenti speciali: hanno la capacità di modificarsi chimicamnte all'aumento della temperatura. Tra le più usate abbiamo il carbonato di sodio, il fosfato monoammonico, l'urea, il cloruro di potassio, il cloruro di sodio, etc. Le polveri chimiche sono attualmente ampiamente impiegate nelle strategie di spegnimento dei fuochi: a seconda delle loro capacità reagenti vengono usate per azioni specifiche, ma tutte hanno lo scopo di separare il combustibile dal comburente.

Gli idrocarbui alogenati, conosciuti anche come HALON, sono agenti estinguenti appartenuti alla storica lotta contro il fuoco nel ventennio 1970-90, ma, classificati tra i CFC e banditi dai Protocolli Internazionali a difesa della fascia dell'ozono, sono oggi rieditati con la sigla HCFC, un aggiornamento chimico-molecolare ecologicamente accomodante, ma inefficace dal punto di vista tecnico-pratico.

GLI ESTINTORI PROTEGGI PER CARICA

Gli estintori si classificano, secondo le norme EN3, in base alle cariche standard, in Kg o dm3
Estintori di 1 kg o dm3 per autoveicoli e piccole imbarcazioni.
Estintori di 2 kg o dm3 per piccoli focolai.
Estintori di 3 kg o dm3 solo estintori ad anidride carbonica.
Estintori di 5 kg  
Estintori di 6 kg o dm3  
Estintori di 9 kg o dm3 vengono impiegati solo in larghi spazi.
Estintori di 12 kg  
Estintori di 25 kg o dm3  
Estintori di 50 kg o dm3  
Estintori di 100 kg o dm3 vengono impiegati solo in ambienti industriali.
Estintori di 27 kg e 54 kg  
Cariche superiori richiedono il supporto di mezzi semoventi o trainabili.

CLASSIFICAZIONE DEI TIPI DI FUOCO

Le norme vigenti sulla sucurezza classificano gli Estintori per gli agenti estinguenti che contengono e per il loro impiego, così come la classifica dei tipi di fuoco viene fatta in base al tipo di combustibile.

- fuochi di classe A generati da combustibili solidi quali legno, carta, tessili;

- fuochi di classe B generati da combustibili liquidi (idrocarburi, alcool);

- fuochi di classe C generati da combustibili gassosi;

- fuochi di classe D generati da metalli combustibili quali potassio, sodio, magnesio, zinco, zirconio, titanio e alluminio in polvere.

- fuochi di classe E, prevedono l'utilizzo di estintori su apparecchiature elettriche in tensione. In base alle norme ISO, si scoprono altre classificazioni relative ai metalli liquidi e solidi. I tipi di fuoco sono raffigurati sugli estintori con pittogrammi e illustrati nel paragrafo relativo alle norme EN3. Vi sono poi ulteriori norme che classificano altri tipi di fuochi (ad esmpio quello dell'olio di frittura).

In quasi tutti i casi, è attraverso l'uso di gas propellenti che vengono spruzzati gli agenti estinguenti dagli estintori. Questi gas sono l'aria o gas inerti come l'azoto, l'anidride carbonica, l'elio o l'argon. Ogni altro sistema di lancio dell'agente estinguente non rientra nella classifica degli estintori. Come le pompe che pompano aria ed spruzzano acqua o la polbvere di neve (o ghiacchio secco) nel caso dell'anidride carbonica: si tratta quindi di autoespellenti.

Uno dei fattori che hanno determinato il successo degli estintori è certamente la loro trasportabilità. Dalla loro nascita, gli estintori hanno progressivamene migliorato la loro sollevabilità da terra e posizionamento, il loro design, trasportabilità anche con supporti a rotelle.

Esiste anche un altro modo di classificare gli estintori, ad esempio distinguendoli tra i modelli ad azionamento manuale (i più comuni), oppure gli estintori ad azionamento remoto con comando a distanza (nel caso in cui è arduo accedere sul punto di fuoco: sulle navi, durante un incendio di atomezzi, etc.) e gli estintori automatici che si azionano al verificarsi di cause specifiche (come nel caso degli sprinkler che all'aumento della temperatura nel locale in cui sono installati, per lo scoppio di fialette di alcool, fanno partire il gettito dell'estinguente).

GLI ESTINTORI PROTEGGI E LE NORME EN 3

Gli estintori PROTEGGI sono soggetti alle norme europee EN 3 che stabiliscono che gli estintori omologati devono avere le seguenti caratteristiche:

- ETICHETTE che identifichino in un linguaggio che utilizzi lettere e pittogrammi, la tipologia degli estintori, degli agenti estinguenti, gli usi specifici, le classi di fuoco ai quali è adatta la tipologia degli estintori che, obbligatoriamente devono essere di colore rosso.

- ESTINTORI dotati di ogni tipo di dispositivo che li renda semplici e di facile uso per l'impiego a cui sono destinati: maneggiabilità, stabilità, sicurezza di funzionamento di tutte le sue parti senza che si ricorra ad azioni ripetute.

 
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